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Nuovo codice di deontologia medica PDF Stampa E-mail

 

A.I.G.O.C. COMUNICATO STAMPA N°4/2013 del 17 Settembre 2013

Nella bozza del nuovo codice di deontologia medica si proclama l’autonomia e l’indipendenza del medico ma nell’articolato lo si riduce a semplice burocrate ed esecutore dei desideri altrui.

Leggendo i diversi articoli della bozza del Codice di Deontologia Medica che il Comitato Centrale della FNOMCeO ha predisposto ed inviato per la consultazione agli Ordini Provinciali ci siamo subito resi conto che l’unico motivo per cui il Comitato Centrale ha sentito la necessità di riformulare il Codice di Deontologia Medica è quello di ridurre ulteriormente l’autonomia e l’indipendenza del Medico per asservirlo alle culture dominanti e a certa medicina dei desideri, che poco ha da spartire con la prassi medica che da Ippocrate ai nostri giorni ha visto moltissimi Colleghi non solo fare diagnosi e terapia ma prendersi cura delle persone che senza riserva alcuna si affidavano alle loro cure con piena fiducia.

Già nella riformulazione dell’art. 1 i termini usati “Il Codice di deontologia medica è un corpus normativo unitario” indicano il tentativo di limitare l’autonomia e l’indipendenza del Medico e di trasformarlo da libero professionista che opera secondo scienza e coscienza in un burocrate, tentativo confermato dal flebile riferimento al Giuramento Professionale del Medico, il cui contenuto da solo è sufficiente – se messo in pratica da ogni Iscritto - per illuminare e rendere trasparente, responsabile e scientificamente valido ed aggiornato ogni nostro atto professionale.
Come Ostetrici e Ginecologi ci preme – in particolare – evidenziare l’assurda modifica dell’art.22, che di fatto metterebbe in sordina non solo due principi fondamentali della professione medica, l’autonomia e l’indipendenza, ma anche un diritto costituzionale di tutti i cittadini Italiani. Definiamo assurda questa modifica perché in un momento in cui alcune forze politiche e culturali cercano di minare l’autonomia e l’indipendenza del medico costringendolo ad agire contro la propria coscienza e contro i principi che da sempre hanno regolato l’esercizio della nostra professione, ci saremmo aspettati da parte della FNOMCeO una difesa esplicita della nostra indipendenza ed autonomia e non la riduzione dell’atto medico a semplice esecuzione della volontà altrui.
Ridurre il Medico a burocrate, a semplice esecutore di desideri e volontà altrui in tempi in cui tutto sembra muoversi per produrre profitti non è la strada migliore per tutelare il rispetto della vita, della salute fisica e psichica, della libertà e della dignità della persona.
Ci auguriamo che la stesura finale del Nuovo Codice di Deontologia Medica non contribuisca a svilire ulteriormente la dignità della professione medica.

 

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