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La corte costituzionale italiana legittima l’eugenismo di stato con il silenzio assenso del governo non costituitosi in giudizio PDF Stampa E-mail

 

COMUNICATO STAMPA n. 6 DEL 13 NOVEMBRE 2015

 

eugenetica comunicato stampa aigoc n°6 2015Con la sentenza n. 229/2015 depositata l’altro ieri in cancelleria la Corte Costituzionale Italiana ha completato il lavoro iniziato con la sentenza n. 96/2015 con la quale – come abbiamo ampiamente spiegato nel nostro Comunicato Stampa n. 3/2015, che invitiamo a leggere o a rileggere - in modo implicito aveva già reso lecito ciò che ora esplicitamente autorizza, cioè che si possono selezionare gli embrioni da impiantare togliendo agli embrioni malati o portatori di malattie genetiche la possibilità di essere impiantati nell’utero della madre/donna committente e quindi di avere in media le 6,7 probabilità su 100 di vedere la luce del sole come gli altri embrioni sottoposti a PGD.

 

Il richiamo incompleto all’art. 6 della legge 194/1978, che «consente agli operatori sanitari di praticare l’aborto terapeutico – anche oltre il termine di 90 giorni dall’inizio della gravidanza – in presenza di “processi patologici, tra cui quelli relativi a rilevanti anomalie o malformazioni del nascituro”» con l’omissione della frase più importante del comma b “che  determininoun grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna , tra l’altro molto raramente rispettata in questi 37 anni di applicazione della stessa legge 194/1978, ci fanno temere che la selezione sarà più ampia di quella che la Corte ci vuol far credere e che la diagnosi genetica pre impianto diverrà una procedura routinaria della fecondazione extra corporea con il conseguente aumento della schiera dei già numerosissimi embrioni sacrificati sull’altare del “figlio ad ogni costo … e sano”(143.770 nel 2013), che non solo non figureranno tra gli aborti volontari tardivi (ivg) che nel 2013 hanno raggiunto il 4,2% degli aborti volontari (4.064), ma faranno diminuire questo numero creando l’illusione che la selezione eugenetica - tanto deprecata quando la praticava Hitler od altri dittatori - non alberghi più in Italia mentre di fatto aumenta a dismisura, e di quelli sospesi a tempo indeterminato nel gelo (22.143 embrioni crioconservati nel 2013).

E’ veramente triste ed avvilente che sia sempre la Corte Costituzionale, che dovrebbe garantire lo spirito personalistico e solidaristico della Costituzione, a sancire la negazione del diritto alla vita dei più deboli – che pur riconosce “non riducibili a mero materiale biologico” con le sentenze dai giudici citate, che tendono più a garantire i desideri degli individui sotto le mentite spoglie di ipotetici “diritti civili”, che di fatto calpestano e svuotano di significato i “diritti universali dell’uomo” primo fra tutti il diritto alla vita, il cui pieno rispetto é fondamento di ogni società civile e di ogni paese degno di essere ancora chiamato democratico e della vera pace, ed ancor più avvilente è constatare ancora una volta l’assenza del  Governo, che non ha ritenuto opportuno intervenire in difesa della legge 40 perché evidentemente non solo condivide la selezione eugenetica ma la fa pagare anche ai contribuenti onesti inserendo la fecondazione in vitro nei LEA.

Quello che noi sempre abbiamo affermato e denunciato è ora senza veli: la fecondazione extracorporea – omologa ed eterologa – non è una terapia della sterilità coniugale, ma una pratica che riducendo l’uomo ad un prodotto inevitabilmente ed implacabilmente lo espone alla selezione ed alla mercé di altri suoi simili, che senza scrupoli ne calpestano la pur declamata dignità.

Il fatto che in questa sentenza la Corte abbia riconosciuto legittimo il divieto di uccidere gli embrioni malati perché viola la loro “dignità” - noi affermiamo con forza  perché nega il loro diritto alla vita - non ci consola perché in una prossima occasione sicuramente troverà altri interessi prevalenti che possano affievolire ulteriormente il residuo rispetto di questi nostri fratelli più piccoli.

La grande illusione, oltretutto scientificamente menzognera, tenta surrettiziamente di eliminare l’essenziale che è invisibile agli occhi del corpo. E’ una modalità ipocrita e falsa perché anche se l’embrione non è visibile agli occhi del corpo é invece visibile agli occhi del cuore di quelle madri che sottopostesi ad una fecondazione extracorporea con congelamento degli embrioni dopo averli persi per un mal funzionamento degli impianti di congelamento gridano su tutta la stampa italiana: “Abbiamo perso i nostri figli”.

Questa è la verità, la perdita di un embrione è comunque la perdita di un figlio e questo lo dicono le donne e il cuore delle madri.

 

 

 

 

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