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Il vero insulto è l’arrogante presunzione di chi si erge a difensore delle donne privandole della loro dignità PDF Stampa E-mail

 

COMUNICATO STAMPA n.5-2016 DEL 3 SETTEMBRE 2016

 

famiglia-felice-letto 630x420Ci addolora, ma non ci sorprende, leggere titoli come questo “Tutti contro il fertility day: è un insulto alle donne”, perché sono il segno inequivocabile dello stato di degrado in cui ci ha condotto la diffusione di una cultura individualista ed utilitaristica sostenuta ed incoraggiata da leggi dello Stato che di fatto riconoscono più forza e valore ai desideri che ai diritti fondamentali dell’uomo. 

                                                                                      
Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ribadisce “Lo slogan del Fertility Day é ‘conoscere per essere libere di scegliere’, non é nostra intenzione fare una campagna per la natalità ma fare prevenzione perché l'infertilità é una questione di Salute Pubblica. E' un problema in crescita che riguarda sia gli uomini che le donne. E' stata individuata la necessità di informare le persone perché é emerso che spesso manca la consapevolezza dei tempi della fertilità, che varia a seconda delle età”.

La cartolina “La bellezza non ha età, la fertilità sì” non ha come l’altro slogan nulla di offensivo e/o di accusatorio nei confronti delle donne e delle coppie, ma in modo efficace richiama un’inesorabile verità naturale e scientifica, che nessun medico in buona fede può smentire e che i dati resi noti ogni anno sull’applicazione della legge 40/2004 impietosamente mettono sotto gli occhi di chi legge le relazioni ministeriali. Evidentemente i parlamentari che hanno protestato e protestano non hanno mai letto o non leggono con la dovuta attenzione le relazioni ministeriali.
 Al coro delle proteste si accoda anche l’ammaliante Renzi, che invece di sostenere il Ministro della Salute in una campagna di corretta informazione scientifica tesa a preservare la fertilità umana ed a far risparmiare alle donne ed alle coppie tante sofferenze, delusioni (non dimentichiamo che nel 2014 solo il 16,54% delle coppie che hanno fatto ricorso alla fecondazione extracorporea ha avuto un figlio in braccio!), soldi (anche lo Stato inserendo nei LEA la fecondazione extracorporea sperpera danaro pubblico, che potrebbe utilizzare diversamente) ed il peso di avere sulla coscienza la morte di più figli esposti a morte certa o lasciati sospesi nel crioconservatore, fa finta di non sapere niente del progetto approvato dal Consiglio dei Ministri ed indica rimedi – indispensabili ed improcrastinabili assieme ad altri per contrastare il gelo demografico e per poter assicurare un minimo di stato sociale per i nostri figli - che in tutti questi mesi non si è mai preoccupato di proporre al Parlamento e di realizzare ricorrendo – se necessario – anche al “voto di fiducia”.

E’ triste constatare che mentre in ogni campo della medicina si può parlare e si ribadisce l’urgenza dell’informazione per la prevenzione quando questo viene fatto per preservare la fertilità, che è ancora strettamente connessa con la sessualità la verità scientifica deve essere taciuta perché contrasta con gli interessi economici ed ideologici di alcuni magnati, che vogliono gestire il mondo a loro piacimento!

Noi, che abbiamo sempre fatto informazione scientifica corretta e ci siamo messi a servizio della donna e della coppia per renderle veramente libere nelle loro scelte non possiamo che esprimere in questa occasione la nostra solidarietà al Ministro della Salute ed augurarci che assieme alle “cartoline” non cambi anche il contenuto e lo spirito indicato, cioè che il Fertility Day non si riduca – come alcuni vogliono ! – ad una vetrina espositiva delle tecniche di fecondazione extracorporea per tutte le età e per tutti i desideri.

 

COMUNICATO STAMPA  AIGOC PUBBLICATO SU AVVENIRE DEL 7/9/2016

Fertility Day. Ginecologi e ostetrici cattolici: “Il contenuto della campagna non cambi”

Roma. Non si placa la polemica sul Fertility Day, con polemiche e iniziative di boicottaggio per l’iniziativa di sensibilizzazione organizzata per il prossimo 22 settembre. Ieri a ricordare l’importanza del tema e della campagna del ministero della Salute è intervenuta anche l’Associazione italiana dei ginecologi e degli ostetrici cattolici (Aigoc): “Ci addolora, ma non ci sorprende leggere titoli come questo ”Tutti contro il fertility day, è un insulto alle donne”, perché sono il segno inequivocabile dello stato di degrado in cui ci ha condotto la diffusione di una cultura individualista ed utilitaristica sostenuta ed incoraggiata da leggi dello Stato che di fatto riconoscono più forza e più valore ai desideri degli individui che ai diritti fondamentali dell’uomo”. Secondo l’Aigoc lo slogan “La bellezza non ha età, la fertilità sì” “non ha nulla di offensivo e/o di accusatorio nei confronti delle donne, ma richiama un’inesorabile verità naturale e scientifica”. L’auspicio è dunque che il contenuto e lo spirito dell’iniziativa “non cambino”.

 

 

 

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