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Studi sull'animale sperimentale (pecora) finalizzati alla chirurgia fetale aperta PDF Stampa E-mail

 

 

Negli ultimi 30 anni alcuni Ricercatori hanno elaborato interventi, più o meno indaginosi, di correzione prenatale di alcune delle principali malformazioni congenite, applicandoli al feto animale, appartenente alle varie specie della scala zoologica.

 

I modelli, scientificamente più credibili, si sono rivelati quelli relativi alle seguenti patologie: drenaggio di versamenti liberi o saccati delle maggiori cavità sierose; terapia derivativa dell'idrocefalo congenito ostruttivo; asportazione di malformazione adenomatoide cistica del polmone (MACP); diversione urinaria di uropatie ostruttive severe delle basse vie urinarie (con rischio di danno renale bilaterale e di ipoplasia polmonare, incompatibile con la sopravvivenza post-natale); ernia congenita del diaframma e conseguente ipoplasia polmonare; aritmie cardiache; ipotiroidismo; isoimmunizzazione Rh (incompatibiltà materno-fetale); disrafismi spinali; infezioni fetali perinatali; alterazioni del volume del liquido amniotico.

 

Alcuni di questi modelli, in conseguenza dei risultati terapeutici ottenuti, hanno permesso di ipotizzare forme di diagnosi e terapie invasive, mediche e chirurgiche, da attuare, poi, sull'uomo.

Naturalmente, il passaggio dalla sperimentazione animale all'applicazione clinica nell'uomo è stato ed è ancora ricco di controversie, sia sul piano puramente medico-scientifico, sia su quello bioetico e socio-sanitario.

Agli inizi degli anni ottanta, il primo tentativo di correzione chirurgica a "cielo aperto" di una malformazione congenita, altrimenti incompatibile con la vita extrauterina, è stato effettuato dalla "equipe" di chirurgia fetale guidata dal Prof. M. R. Harrison dell'Università di California, S. Francisco.

A tutt'oggi circa 40 feti sono stati operati nel mondo, nella fase prenatale della vita, con chirurgia fetale aperta.

La mortalità legata a questi interventi è stata, come prevedibile, molto elevata (50-60% dei casi).

Ma questo dato, apparentemente negativo, deve essere valutato in maniera più analitica. Infatti i casi selezionati per la terapia chirurgica in utero, sono sempre definiti "disperati", sulla base dell'esperienza clinica.

Essi appartengono alla cosiddetta mortalità nascosta ("Hidden Mortality" degli autori anglosassoni), perché non arrivano all'attenzione del neonatologo o del chirurgo neonatale e quindi non entrano a far parte delle statistiche sulla mortalità post-natale.

I progressi e le prospettive future delle terapie fetali (chirurgia laparoscopica, terapia delle malattie metaboliche, endocrine e del ritardo di crescita intrauterina), associati all'enorme esperienza acquisita nel campo della ricerca sperimentale, giustificano lo sviluppo di gruppi multidisciplinari per il miglioramento della conoscenza e delle capacità operative nell'ambito della chirurgia fetale aperta.

L'importanza di un approccio multidisciplinare alle problematiche sopra indicate non risulta così privo di applicabilità futura.

In tale ambito il Prof. Noia, come vicepresidente del GIRTEF (Gruppo Interdisciplinare di Ricerca e Terapia Fetale), in collaborazione con i colleghi chirurghi-pediatri del Bambin Gesù di Roma, ha effettuato una ricerca sperimentale, nella pecora, finalizzata a 4 aspetti fondamentali:

    - studio della fisiopatologia dell’animale sperimentale sia con metodiche invasive che non invasive (studio dell’embrione e degli annessi fetali in epoca precoce, < 50 gg.);

    - creazione di curve di crescita del feto ovino per validare la biometria fetale, l'eta' gestazionale e la sua riproducibilita' clinica e sperimentale;

    - creazione di modelli sperimentali di malformazioni fetali e loro riparazione in utero su feti di pecora "esteriorizzati" (open surgery);

    - studio della fattibilita' di trapianto prenatale di cellule staminali nel feto di pecora sia per via endoperitoneale che intra cavita' celomatica.

 

Sono stati operati 31 animali da un’equipe multidisciplinare, con risultati positivi sul piano della procedura chirurgica e sul decorso postoperatorio degli animali operati.

 

Sono state create due condizioni malformative (poi corrette in corso di gravidanza): atresia delle vie biliari e ostruzione intestinale. Inoltre sono stati effettuati 137 trapianti prenatali di cellule staminali: 31 per via intraperitoneali e 106 per via celomatica.

 

Attualmente il G.I.R.T.E.F. collabora con i chirurghi pediatri del nostro Policlinico per lo studio della fisiopatologia del tratto urinario e delle vesciche patologiche.

 

Inoltre, sono stati eseguiti studi ecografici seriati in gravidanze gemellari per un totale di 315 valutazioni effettuate con un ecografo "Ansaldo AU 440 dotato di sonde da 3.5, 5, 6.5 mHz", sia per via vaginale che per via perimammillare e un ecografo SONOMED con doppia sonda.

 

I risultati globali di questo studio sono attualmente in via di pubblicazione. 

 

 

 

 



 

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