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Un pensiero per l'estate: il vento dell'est PDF Stampa E-mail

 

Cosa sta succedendo in Europa?

Il vento dell’est guarda alla vita e con coraggio sfida la storia, la cultura dominante, la politica dei paesi, e soprattutto quell’atteggiamento socioculturale di indifferenza verso il destino ultimo dell’uomo. Il vento dell’est in particolare, interroga tutte quelle coscienze tiepide e irresolute perché si spendano decisamente per un grande ideale di verità e di giustizia reale che è la preziosità della vita umana.

Il governo russo a vari livelli sta attivandosi per cercare di contrastare l’enorme numero di interruzione volontaria di gravidanza che, come tutti sanno, non ha risolto il problema dell’aborto clandestino. Il 29 aprile il Presidente ungherese Schmidt ha firmato la nuova costituzione per cui dal 1 gennaio 2012 “la vita sarà inviolabile” anche per legge. In Polonia, sotto forma di petizione popolare sono state raccolte 600.000 firme per portare l’approvazione in Parlamento ( 265 voti contro 155 voti ) di una bozza legislativa (sulla protezione della vita umana dal momento del concepimento) che adesso dovrà passare all’esame della commissione per le iniziative legislative e che si pronuncerà entro il prossimo primo settembre.

Tutto ciò mi ha fatto riflettere molto su questo nuovo vento dell’est. Sembrano, proprio, riecheggiare quelle parole della scrittura che dicono : “Dove più abbondò il peccato, tanto più abbonderà la grazia”. I paesi ex comunisti dove il valore della vita umana è stato (ed è purtroppo ancora) drammaticamente devastato vogliono di più, vogliono andare oltre. Dopo aver ottenuto la libertà e la democrazia esterna ci stimolano a recuperare la libertà e la democrazia del cuore. Queste azioni sono segno testimoniale, sul piano della storia a sanare quella cecità che non vede i valori fondanti.
La protezione della vita debole e indifesa, sempre e comunque, è la vera dimostrazione di civiltà evolutiva perché traduce nella prassi del vivere politico e giuridico il valore non negoziabile della vita umana. “Gli esseri umani”, dice Hannah Arendt “anche se devono morire non nascono per morire ma per incominciare”. Come Martin Luther King (“I have a dream”) anch’io ho un piccolo grande sogno: che tutti possano guarire dalla cecità del cuore e possano gustare e centellinare, a piccoli sorsi, l’acqua pulita e vivificante della verità esistenziale e della preziosità della persona umana. Tagore afferma che “la nascita di un nuovo essere umano ci ricorda che Dio non si è stancato dell’uomo”.

Giuseppe Noia

 

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