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Anche nel 2013 continua la strage di embrioni prodotta in Italia dalla fecondazione extracorporea Stampa E-mail
Venerdì 17 Luglio 2015 11:42

COMUNICATO STAMPA N.4/2015 del 09 Luglio 2015

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comunicato AIGOC 4-2015I dati forniti dalla Relazione presentata dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin al Parlamento sull’attuazione della legge 40/2004 nell’anno 2013 confermano il triste primato, che ormai detengono da 4 anni, cioè che le tecniche di fecondazione extracorporea rappresentano in Italia la prima causa assoluta, certificata, di morte degli embrioni umani (143.770 vittime).

            La relazione ministeriale  ci mostra un aumento costante delle coppie trattate e dell’età delle donne che si sottopongono a queste tecniche, la cui età media nel 2013 (36,6 anni) è nettamente superiore a quella che le stesse linee guida 2015 emanate dal Ministro Lorenzin indicano come età critica e che i dati del 2013 confermano.   Il 9,9% delle donne sottoposte nel 2013 a stimolazione ovarica non viene sottoposto a prelievo degli ovociti “Come illustrato nella Figura 3.2.8 (pag. 42), il rischio che si possa sospendere il trattamento è direttamente proporzionale all’aumentare dell’età delle pazienti. Se, infatti, nelle classi di età fino a 39 anni il rischio di sospensione di un ciclo prima del prelievo è inferiore al 10%, per le pazienti con età compresa tra i 40 ed i 42 anni il rischio diventa del 10,4%, fino ad arrivare al 17,1% per le pazienti con età maggiore od uguale ai 43 anni, 2,5 volte maggiore di quello delle pazienti più giovani.”

 

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Diagnosi su embrioni, oltre la metà non sopravvive Stampa E-mail
Martedì 07 Luglio 2015 11:08

Diagnosi su embrioni metà non sopravviveLa selezione del «figlio sano» genera uno scarto di vite allo stadio embrionale ben superiore al 50% di quelle concepite in provetta per evitare la trasmissione di malattie genetiche. Un fallimento censurato.

In uno studio pubblicato si Medicina e Morale nel 2004 gli autori sostenevano che gli embrioni «anche se apparentemente selezionati in seguito alla diagnosi genetica pre-impianto, si trovavano nella stessa situazione di alta precarietà, anzi forse peggiore, degli embrioni prodotti ed utilizzati nei processi ordinari nei quali la selezione avviene spontaneamente». In sostanza, solo circa il 3% di tutti gli embrioni prodotti e sottoposti a diagnosi pre-impianto e solo il 6,7% di tutti gli embrioni trasferiti in utero riesce a sopravvivere fino al parto. Dati sconfortanti eppure sottaciuti: a distanza di più di dieci anni, la diagnosi pre-impianto – che secondo la recente sentenza della Corte Costituzionale diventa accessibile anche alle coppie fertili portatrici di malattie genetiche – continua a rivelarsi una tecnica molto rischiosa e con basse probabilità di successo.

 

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La Corte Costituzionale dichiara leciti la fecondazione artificiale e la diagnosi pre-impianto Stampa E-mail
Venerdì 19 Giugno 2015 11:21

COMUNICATO STAMPA A.I.G.O.C. N.3/2015 del 12 Giugno 2015

 

fecondazione artificiale AIGOCLa decisione della Corte Costituzionale di dichiarare leciti l’accesso alla fecondazione artificiale alle coppie non sterili e la diagnosi pre-impianto non ci sorprende in quanto – come già espresso in nostri precedenti comunicati – era nell’aria, ma ci rattrista moltissimo perché con questa decisione la Suprema Corte non ha solo dichiarato lecito ciò che solo undici anni fa il Parlamento aveva espressamente vietato perché ritenendo l’accesso alla fecondazione in vitro un mezzo per ovviare alla sterilità ed infertilità di coppia lo consentiva a determinate condizioni che dovevano assicurare  i diritti di tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito, ma ha ridotto il concepito, il più debole ed indifeso degli esseri umani ad un oggetto, che può essere preteso come diritto, commissionato, prodotto, scartato se è portatore di malattia congenita e/o non perfetto!

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Tutto l'Amore possibile Stampa E-mail
Venerdì 03 Aprile 2015 07:14

gesù crocifisso"Comincia la festa delle feste, poiché riceve il suo re come sposo, poiché il suo re sta in mezzo a lei" (Omelia attribuita a sant'Epifanio di Salamina per la festa delle Palme; PG 43, 427s)

 

Dal Pretorio al Golgota la strada è breve: in linea d’aria non più di trecento metri, su strada e vicoli non molto di più. Come tutti i condannati, Gesù percorre le vie più frequentate, trascinando uno dei due pali che formeranno la croce, affinché tutti lo vedano e possa essere condannato nuovamente e lentamente anche dalla folla. Per quasi tutto il percorso, Egli passa, scortato dai soldati romani e accompagnato da altri condannati sanguinanti, accanto alle dimore dei ricchi, anziani e sommi sacerdoti del Sinedrio.

 

 

di Federica Mancinelli

 

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A 20 anni dall'Evangelium Vitae Stampa E-mail
Martedì 24 Marzo 2015 22:57

COMUNICATO STAMPA A.I.G.O.C. N.2/2015 del 24 Marzo 2015

 

A 20 ANNI DALL’EVANGELIUM VITAENell’anniversario dei 20 anni dell’Evangelium Vitae, l’AIGOC, che il 25 marzo 2015 ricorda anche il sesto anno di nascita dell’Associazione partecipando al convegno teologico, scientifico, pastorale con la veglia per la vita in Assisi a S. Maria degli Angeli, vuole rinnovare il grazie al Signore per aver messo nel cuore di tutti i suoi aderenti il desiderio di servire la Chiesa e il suo Magistero con tutti i doni culturali ed umani che ogni singolo membro dell’Associazione ha ricevuto. “Occorre una generale mobilitazione delle coscienze e un comune sforzo etico, per mettere in atto una grande strategia in favore della vita. Tutti insieme dobbiamo costruire una nuova cultura della vita”. La cultura della vita sta alla base ed è il presupposto ineludibile per sviluppare qualunque aspetto di una autentica ecologia del creato.

 

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Quando si riduce l'uomo ad oggetto Stampa E-mail
Mercoledì 28 Gennaio 2015 17:19

COMUNICATO STAMPA N.1/2015 del 27 Gennaio 2015

 

Quando si riduce l'uomo ad oggetto che si può comprare e/o scartare: tutto è possibile!

QUANDO SI RIDUCE L’UOMO AD OGGETTO CHE SI PUÒ COMPRARE E/O SCARTARE: TUTTO È POSSIBILE!I fatti di Corigliano Calabro interrogano ancora una volta la nostra coscienza: con quali occhi vediamo l’essere umano? E’ talmente evidente che il piano inclinato della deriva etica è diventato ormai verticale verso l’abisso della indifferenza al destino degli esseri umani più deboli e indifesi. L’essere umano è una “cosa” che può essere scelto e prodotto a piacimento, è una merce di scambio per gli scopi più diversi. Può essere acquistato come l’utero in affitto, può essere venduto da una coppia all’altra, può essere sacrificato come e quando si vuole in nome di un ritorno economico che è sempre un ritorno egoistico e individualistico dove la parola umanità e la parola pietà sono completamente bandite.

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