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Le nozze di Dio con l’umanità PDF Stampa E-mail

nativity

 

“Perché, o mortali, ancora vi dilettate delle realtà passeggere e tentate di trattenere, se fosse possibile, una vita che sta inesorabilmente fuggendo? Una speranza più luminosa ha brillato sulla terra: alle creature mortali è stata promessa una vita in cielo. E perché si potesse credere a questo, è stata anticipata una cosa ancor più incredibile. Colui che avrebbe fatto partecipare della natura divina quelli che erano uomini, divenne uomo pur essendo Dio” (Sant’Agostino, Sermone 192 per Natale)

 

Da una stalla al Calvario: il Dio che nasce per salvarci è ancora una volta umanamente impensabile. Tra qualche giorno lo ricorderemo come un bambino e ci desterà solo tenerezza. Ma quel Bambino, apparso così per vincere la nostra superbia, è lo stesso che accetterà la povertà, l’indifferenza, l’umiliazione e la morte violenta solo per salvarci.


Che dice il mondo di tutto questo?

 

“Le luci del Natale risplendono nuovamente nelle nostre strade, l'operazione natale è in pieno svolgimento” - scriveva nel 2006 Benedetto XVI – “Per un momento, anche la Chiesa viene resa partecipe, per così dire, della congiuntura favorevole: nella notte santa le case di Dio si stipano di tutte quelle persone che poi, per molto tempo, passeranno nuovamente dinanzi alle porte delle chiese come davanti a qualcosa di molto lontano ed estraneo, che non li riguarda. Ma, in questa notte, chiesa e mondo sembrano per un istante riconciliati. Ed è davvero bello!”

 

Sì, è davvero bello: è la forza dell’annuncio cristiano. Per tutti, non per pochi privilegiati. Anzi, soprattutto per gli ultimi, per chi dalla mondanità non è privilegiato affatto, per chi non ha avuto fortuna né successo, per chi è ingiustamente privato di vita e dignità, per chi non ha voce o non può usarla. Per i pubblicani e le prostitute del Terzo Millennio che ancora una volta, è bene ricordarlo più spesso, “ci passeranno avanti nel Regno dei Cieli”.


Il Regno dei Cieli fra qualche giorno sarà ancora qui, in mezzo a noi. E “non è un’illusione. È la verità. Perché la verità – la più alta, la più autentica - è bella. Ed è buona. Incontrarla fa bene agli uomini. La verità parla con le parole del bambino che è il figlio di Dio (…)Forse ci saremmo arresi più facilmente di fronte alla potenza, di fronte alla saggezza. Ma egli non vuole la nostra resa, vuole il nostro amore. Vuole liberarci dalla nostra superbia e renderci così veramente liberi. Lasciamo dunque che la gioia di questo giorno pervada la nostra anima” (dall’omelia del Card. Ratzinger per il Natale 1977).


Il Dio che ha deciso di nascere e di unirsi per sempre all’Umanità ha solo bisogno di essere accolto, nelle nostre famiglie, nelle nostre comunità parrocchiali, nei nostri ambienti di vita e lavoro, soprattutto dentro di noi. In cambio, stenderà la sua misericordia su chi lo teme, spiegherà la potenza del suo braccio, disperderà i superbi nei pensieri del loro cuore, rovescerà i potenti dai troni, innalzerà gli umili, ricolmerà di beni gli affamati e di giustizia i perseguitati, rimanderà i ricchi a mani vuote.


E grandi Cose farà in noi.


(www.ildonodellavita.it, sito ufficiale della Fondazione “Ut Vitam Habeant”, 16 Dicembre 2013)

 

 

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