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Siamo diventati tutti Hitler o Hitlet è diventato il precursore dei nuovi diritti civili? PDF Stampa E-mail

 

Corte Europea dei Diritti dell’Uomo

Il Consiglio Direttivo dell’AIGOC, Associazione Italiana Ginecologi ed Ostetrici Cattolici leggendo la sentenza di una sezione della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che ha ritenuto il divieto di diagnosi genetica preimpianto sull’embrione prodotto in vitro contrario all’articolo 8 della Convenzione, ed alcuni commenti ad essa correlati ha rilasciato questa dichiarazione “Siamo profondamente rattristati ed addolorati perché tocchiamo con mano come in poco più di 60 anni ciò che é stato considerato un crimine contro l’umanità (la selezione eugenetica voluta da Hitler, …) per i giudici di questa sezione della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo è divenuto un diritto tanto importante da condannare lo Stato Italiano a risarcire la coppia che non l’ha potuto esercitare.

In occasione dell’assegnazione del premio Nobel ad Edwards – affermano i Dirigenti dell’AIGOC - abbiamo denunciato l’altissimo costo in vite umane innocenti di queste tecniche di riproduzione umana - che in senso strettamente scientifico non possono e non potranno mai essere considerate terapie – che nel 2010 in Italia hanno causato la morte di 121.750 embrioni per far nascere 10.036 bambini, superando addirittura il numero delle vittime della legge 194/1978 nello stesso anno (115.372).

Questa sentenza sarebbe – dovrà essere confermata dalla Grande Chambre della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ! – disastrosa perché di fatto distruggerebbe il pilastro embrione-in-vitro_h150fondante della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo contenuto nel suo preambolo “il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo”, omettendo di tener conto non solo dei dati offerti universalmente dalla scienza sull’inizio della vita umana ma anche della recente definizione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea “costituisce un «embrione umano» qualunque ovulo umano fin dalla fecondazione, qualunque ovulo umano non fecondato in cui sia stato impiantato il nucleo di una cellula umana matura e qualunque ovulo umano non fecondato che, attraverso partenogenesi, sia stato indotto a dividersi e a svilupparsi.”

Negherebbe – sottolinea il Direttivo dell’AIGOC – per motivi prevalente- mente ideologici ed economici la dignità umana ai concepiti e quindi il loro diritto alla vita e riconoscerebbe il diritto ad una coppia di richiedere ed avere figli sani, o meglio non affetti della malattia genetica di cui sono portatori i genitori - perché un figlio sano nessuno lo può garantire come dimostrano le relazioni ministeriali, che evidenziano una maggiore frequenza di patologia anche mal formativa nei nati da fecondazione in vitro – eliminando tutti gli embrioni che presenterebbero l’alterazione genetica.

Nel caso esaminato la coppia, che ha fatto ricorso alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo senza prima rivolgersi ai Giudici Italiani, non ha diritto ad essere sottoposta a fecondazione in vitro, perché la legge 40/2004 anche con la forzatura fatta dalla ministro Turco nelle linee guida del 2008 non lo consente perché non è affetta da sterilità od infertilità coniugale.

Come ostetrici e ginecologi – concludono unanimi i Dirigenti dell’AIGOC - non possiamo tacere di fronte a questi continui attacchi ideologici alla dignità ed alla vita dei nostri fratelli più piccoli ed indifesi e ci auguriamo che attraverso un rigoroso controllo dell’osservanza dei criteri di accesso e regolamentando in modo serio e dettagliato i criteri da seguire in caso di crioconservazione degli embrioni in modo da evitarne un uso ingiustificato ed un abbandono degli stessi il numero delle vittime della fecondazione in vitro possa essere ridotto invece di essere ulteriormente aumentato.

Tenendo, infine, in considerazione le note difficoltà economiche in cui versa l’Italia e l’Europa intera e che stanno determinando il licenziamento di tantissimi nostri connazionali e nel settore sanitario hanno imposto dolorosi tagli al numero dei posti letto degli ospedali, la cancellazione di “piccoli ospedali territoriali” e la riduzione progressiva delle spese nel settore farmaceutico che, nel complesso, hanno causato e causeranno ancor più grossi problemi nella erogazione di prestazioni sanitarie, i ginecologi ed ostetrici cattolici dell’AIGOC non si spiegano il perché si continuino a mantenere gratuite le prestazioni per l’aborto volontario e le tecniche di fecondazione artificiale, entrambi mortifere in se stesse ed apportatrici di serie patologie (sindrome post abortiva, …) mentre si fanno pagare prestazioni sanitarie e farmaci per la soluzione di patologie del cavo orale , degli occhi, di malattie cosiddette ”rare”, … e ticket sull’acquisto di farmaci e prestazioni sanitarie per la cura ed il monitoraggio di serie patologie, che richiamano ancor più dell’aborto e della fecondazione cosiddetta medicalmente assistita, al diritto inviolabile del cittadino, costituzionalmente riconosciuto, alla “SALUTE...



Roma, 5 settembre 2012

 

 

 

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