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La posizione del direttivo AIGOC in merito all'appello SIEOG PDF Stampa E-mail

AIGOCComunicato A.I.G.O.C. del 25 Ottobre 2012

Il Consiglio Direttivo dell’AIGOC (Associazione Italiana Ginecologi Ostetrici Cattolici) leggendo l’Appello fatto dal collega Dario Paladini, Presidente SIEOG (Società Italiana di Ecografia Ostetrica e Ginecologica), a nome del Consiglio di Presidenza in seguito alla sentenza della Corte di Cassazione (n. 16754 del 2/10/2012), con la quale viene riconosciuta la possibilità di un risarcimento direttamente all’individuo nato affetto da una malformazione o da una sindrome genetica oltre al risarcimento che precedenti sentenze avevano riconosciuto alla madre per non essere stata messa nelle condizioni di poter eventualmente richiedere la applicazione della legge 194.

 

Condivide con la Sieog
il profondo stupore e la propria preoccupazione, in quanto la Corte di Cassazione, accettando la tesi della donna ha praticamente ammesso la tesi secondo la quale se vi è una disabilità del feto diagnosticata in utero, lo stesso deve essere sottoposto ad interruzione di gravidanza! Sarebbe a dire che la società non accetta individui diversamente abili – con buona pace delle Paraolimpiadi e di tutte le persone portatrici di handicap che contribuiscono quotidianamente al funzionamento della nostra società!


Ribadisce con la Sieog
che riconoscere il diritto a non nascere e risarcire un individuo affetto da un handicap per il fatto di essere nato significa considerare la disabilità in sè come una condizione che non merita di esistere e che in primo luogo, la sentenza, a nostro giudizio, suggerisce la possibilità di ricorrere all’ aborto su base 'eugenetica'.

Manifesta profondo dolore e tristezza
perché questa sentenza dopo poco più di 60 anni trasforma, di fatto, un crimine contro l’umanità (la selezione eugenetica voluta da Hitler) in un “nuovo” diritto.

Riafferma con forza
la disumanità di ogni atto tendente a privare del diritto alla vita un essere umano anche se affetto da disabilità, e l’intangibilità di ogni essere umano dal concepimento alla morte naturale.


Condivide con la Sieog
la necessità di non esasperare il ricorso alla diagnosi prenatale invasiva (amniocentesi e villo centesi) con aumento significativo delle perdite fetali relative al rischio di aborto
correlato alla procedura (0,5%, 1/200).

Fecondazione-assistita_251012_h200Non condivide con la Sieog
il richiamo alla legge 40 come segno di imbarazzante e frustrante controtendenza rispetto a tutti i paesi dell’Unità Europea e di gran parte del mondo, come se le vittime (gli embrioni trasferiti in utero e non nati!) grazie ad essa prodotte nel 2010 (121.750) non fossero ancora sufficienti per mostrarne la disumanità. Inoltre non condivide con la Sieog la lettura buonista della legge 194/1978 ed il far apparire come non-directive l’operato fin qui tenuto da tanti operatori della diagnosi prenatale, come se le 3.943 IVG dopo il terzo mese fatte nel 2010 (aborto eugenetico
cresciuto di 7 volte dal 1981, 0,5%, al 2010, 3.6%) non fossero veri e propri aborti eugenetici – come anche il Ministro scrive nella relazione annuale “quelle effettuate dopo tale termine riguardano nella gran parte dei casi gravidanze interrotte in seguito a risultati sfavorevoli delle analisi prenatali” – molto spesso proposte come unica soluzione del problema alle gravide/coppie senza soppesare adeguatamente il rischio della sindrome post abortiva cui le stesse potevano andare incontro.


Invita
i Colleghi della Sieog e gli Operatori di Medicina Perinatale ad essere realmente e sempre non-directive e di saper offrire alle gravide/coppie sufficienti informazioni circa l’esistenza di alternative all’interruzione di gravidanza anche in casi di bambini affetti da patologia mal formativa, più vantaggiose per la salute psichica della donna, della coppia e della famiglia e di Centri ed Associazioni che possano offrire valido supporto.

 

Scarica il comunicato in pdf...

 

 

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